ASPETTO DEL GATTO SACRO DI BIRMANIA

Il gatto di Birmania
 è una razza di media grandezza, gli esemplari arrivano a  3 o 4 Kg nel caso delle femmine e di quasi 5 per i maschi. Le prime sono più longilinee e meno massicce dei secondi.

L’ossatura
resta per entrambi i sessi robusta mentre il corpo si presenta leggermente allungato rispetto alle zampe. La coda è molto lunga: uno dei tratti identificativi della razza la punta deve riuscire a toccare la spalla. Il muso  è tondo con zigomi ben sporgenti e occhi blu intenso, distanti e ben proporzionati. Il pelo ha una consistenza setosa, soffice e non presenta sottopelo, minimizzando il rischio di nodi.

Durante la muta si consiglia di effettuare un bagno mensile per rinnovare il manto eliminando il pelo morto e favorendo la crescita di quello nuovo.

Il colore del manto è molto chiaro, con punti più scuri in corrispondenza con le parti più fredde del corpo:  muso, orecchie, zampe, coda e solo nei maschi anche i  genitali. I colori più noti e tradizionali sono il seal-point, scuro e focato sempre con le citate zone dal manto scuro. Si stanno inoltre diffondendo altre colorazioni, come  il red-point ed il cream-point.

La loro andatura è molto elegante, camminano in modo molto agile e quasi in punta di...zampa


CARATTERE DEL GATTO SACRO DI BIRMANIA



 Instaurano un rapporto molto stretto col padrone, in casa è una presenza costante ed ha un carattere forte e vitale. È un gran giocherellone anche da adulto, non ama giocare da solo ma con il suo compagno umano. I gatti di birmania sono molto affettuosi. Soffrono parecchio la solitudine è si raccomanda l'adozione a chi ha modo di passare molto tempo con loro o comunque nel loro stesso ambiente

Generalmente sono esemplari particolarmente adatti alla compagnia dei bambini essendo molto portati al gioco tuttavia senza essere mai aggressivi. Più in generale con gli essere umani tende a stabilire un rapporto molto intenso e profondo-

CURIOSITÀ

Una particolarità della maggior parte dei maschi di questa razza è quella di aspettare, per cibarsi, che eventuali femmine e piccoli abbiano finito di mangiare.
Solitamente gli esemplari riescono a regolare in modo autonomo la propria alimentazione, senza esagerare anche in presenza di un rifornimento costante di cibo ed minimizzando l'incidenza di casi di obesità.