Questa materia è regolata dalla legge  281/1991 (“Legge quadro in materia di animali d’affezione e di prevenzione del randagismo”) che segue l’art.83, lettera d) del Decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954 n.320, recante “Regolamento di Polizia veterinaria” e che sostanzialmente dice che gli animali possono accedere a qualunque luogo pubblico o esercizio pubblico, salvo che non venga segnalato il divieto con apposito cartello.

In  pratica questa implicita possibilità di divieto è stata interpretata da molti esercenti in modo restrittivo e spesso senza avere cura di segnalare con i previsti cartelli, dando adito a infiniti polemiche con i proprietari di cani e  gatti.

Nel 2010 è intervenuto un testo emesso da Ministero dei Trasporti ed Anci che libero accesso di cani e animali d’affezione in strutture pubbliche e luoghi aperti al pubblico. Da allora molte città, province e regioni hanno adottato regolamenti che favoriscono l’accesso di cani e gatti alle strutture pubbliche (uffici pubblici, ristoranti, mezzi di trasporto e talvolta ospedali e strutture sanitarie.

Nel contempo è stato confermato il divieto di accesso nei locali in cui vengono preparati e/o immagazzinati gli alimenti (Reg. Ce 852/2004). In poche parole potreste entrare in un ristorante con il vostro cane senza però avere accesso alle cucine. 

La radicata consuetudine di considerare i nostri animali domestici come fonte di malattie e sporcizia spinge molti esercenti a continuare a vietarne l'ingresso nei loro esercizi, forti anche della sopraggiunta norma secondo la quale presenza di concrete e inderogabili esigenze di tutela igienico-sanitaria certificate dalle autorità sanitarie, l’esercente possa richiedere il sopracitati divieto di ingresso.


Si consiglia quindi di informarsi prima di partire o voler andare in un dato esercizio pubblico o località e verificare la ricezione del testo del 2010 e l'assenza di ulteriori prescrizioni. Il sovrapporsi di leggi, testi e abitudine rende questa materia ancora di difficile interpretazione.